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…..Per noi era l’emblema stesso di San Fermo….

Ci frequentavamo soprattutto d’estate, è vero, ma poi la sentivamo molto spesso perché oltre a volerle bene, ci era molto simpatica.

zia_tinaPerfettamente in tono con la sua bella casa, dove aveva vissuto a lungo con il marito Adalberto, aviatore, una volta rimasta vedova, vi si era ritirata in solitudine (seppure attorniata dai suoi fidi e dalle sue ancelle…)

Ci accoglieva sempre con grande affetto, e che belli i nostri pomeriggi “mondani” a villa Tina!
Era proprio nel suo giardino dove, ormai per tradizione, ci trovavamo con Annarosa e Giuseppe, tutti i sabati all’ora del te. Ma niente cose da vecchie signore….
Faceva preparare un’elegante caraffa con succhi esotici mescolati a un misterioso cocktail alcolico, che teneva allegra tutta la compagnia.
Poi c’erano praline, tartine, cioccolatini, salatini……(questi ultimi per René, specificava lei….)

Su politica, gossip, televisione e libri era sempre aggiornatissima e come interlocutrice sapeva essere interessante e mai scontata. Aveva un atteggiamento estremamente moderno verso i fatti della vita e diceva che la sua, era stata lunga e bella.

La Zia Tina aveva conosciuto bene i miei genitori, in tempi non sospetti (cioè quando non erano nemmeno fidanzati), e ho appreso i più divertenti antefatti familiari dalle sue puntualizzazioni argute e precise…
Come precisi e circostanziati erano i resoconti dei suoi numerosi viaggi con lo Zio Berto.
Non aveva dimenticato nessun particolare……. Ricordava perfino il nome di tutti i ghiacciai svizzeri, visitati prima della guerra.

Per gli abitanti del borgo, un po’ rigorosi e tradizionalisti, certe sue caratteristiche erano motivo di curiosità :

– Si alzava tutti i giorni alle tredici
– Si vantava di non aver mai lavato un piatto in vita sua
– Portava le unghie laccate di rosso e i capelli ossigenati
– In tempo di guerra, suo marito aviatore sorvolava tutte le mattine la loro casa, e tutti erano affacciati alle finestre, mentre lei dormiva…….
Insomma, un personaggio, per San Fermo.

In realtà, pur dotata di grande buon senso e savoir faire, non sottostava a certe convenzioni e adattava la vita a sè stessa, per quanto le era consentito.

Solo negli ultimi tempi, accanto alla vivacità e al brio di sempre, traspariva anche un suo lato un po’ malinconico e un po’ fragile, come se gli anni le stessero insegnando pagine mai lette prima………

E a me non dispiaceva questo suo lato, perché me la faceva sentire più vicina….

Ciao, Zia Tina, ci manchi.

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Pollo al miele (la ricetta preferita dalla Zia)

2 petti di pollo interi
6 porri medi
3 cucchiaiate di miele millefiori
2 limoni (succo)
Farina bianca
Zenzero fresco o in polvere
Alloro
Olio e.v. d’oliva q.b.
Sale

Mondare i petti di pollo e, con le forbici da cucina, tagliarli a strisce dello spessore di un dito. Infarinare leggermente.

In un tegame mettere i porri affettati sottilmente, aggiungere gli altri ingredienti e scaldare il tutto , a fuoco moderato.

Unire le strisce di pollo, mescolare bene, coprire il tegame e lasciar cuocere, per 25′, controllando la cottura ed eventualmente regolando con un po’ di brodo. (Alla fine , la preparazione deve raggiungere un bel colore biondo.)

Se si vuole servire con riso Pilau, lasciare più liquido l’intingolo.