Luglio e maltempo , passatempi e risotto

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Parola , non ricordavo tanta pioggia come in questo luglio.
E fa anche fresco , fin troppo.

Concluse le ultime mille incombenze cittadine ,sono partita festante per San Fermo , che considero il mio premio annuale dopo tanti mesi di traffico e di smog , ma mi ritrovo con lampi, tuoni ,rovesci e grandine.

Per ora , niente gite , vicine o lontane , niente bucati stesi al sole ( la mia passione) , niente gelato all’aperto la sera….
Sono le cose che , di solito, oltre alla quiete , San Fermo ci garantisce d’estate.

Forse per scaramanzia , qualcuno dice che quest’anno stiamo già passando direttamente all’autunno e , in effetti , col ferragosto , normalmente la stagione qui si spezza e porta temporali e piogge……

Poi , si sa la fatica per tenere buoni i bambini in giornate come questa :

…..bene, io ho Rene’, che sembra un leone in gabbia e non si quieta….
Ha fatto scorta di libri e di parole incrociate , ha il suo computer e la televisione , ma la sua faccia mi dice che si annoia  da morire

Non può nemmeno andare all’Esselunga perche’ gli scrosci si susseguono…….

Finiti i passatempi , adesso gli faccio fare il budino , cosi mi sta occupato un po’ ………………………………………………………..

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In una serata come questa , ci vuole un risotto ai funghi porcini freschi

100 gr a testa , di riso Carnaroli
1 bicchiere di vino bianco secco
Brodo bollente (di carne o vegetale)
1/2 cipolla
2 porcini affettati e trifolati in olio/aglio/prezzemolo
Formaggio grattugiato q.b.

Io faccio prima trifolare i funghi in olio , aglio e prezzemolo e li unisco al risotto quando e’ quasi pronto ,perché non perdano la “croccantezza”

Per il risotto , tagliare sottile mezza cipolla e farla appassire nell’olio.
Aggiungere il riso , mescolare bene e unire il vino bianco.
Fare assorbire il vino , sempre mescolando , poi a poco a poco , unire anche il brodo e continuare a mescolare…..

Quando il riso e’ancora molto al dente , aggiungere i funghi trifolati e completare la cottura senza lasciare che si asciughi completamente.

Servire “all’onda” con abbondante formaggio grattugiato.

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Campane

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Qui a San Fermo , le campane e’ come se le avessi in camera da letto , perché la mia stanza , per come e’ esposta , fa da cassa armonica alla loro esuberanza….

E i rintocchi sono davvero tanti , dato che il campanile , oltre ad annunciare le messe e le funzioni , ci avvisa dello scorrere del tempo , a tutte le ore e a tutte le mezz’ore.

Di giorno , e’ anche bello…

Ci si ricorda delle lunghe vacanze di quando eravamo piccoli , delle giornate scandite proprio dal suono delle campane , dell’aria di festa che ci trasmettevano….

E di notte , chi le sentiva?
A quell’epoca il sonno era a prova di bomba.

Da adulta , invece , da quando per ragioni logistiche avevo dovuto adottare proprio quella tale stanza come camera da letto , erano cominciati i miei guai acustici.
Avevo provato a sondare i residenti sull’idea di indurre il parroco a ridimensionare gli scampanii notturni , ma mi ero sentita rispondere : ” ma noi non dormiamo se NON suonano!”

Ero rassegnata , quindi , e per anni avevo spento la luce dopo i quattordici colpi di mezzanotte e trenta ( dodici , più due per la mezza) , riuscendo a dormire solo fino a quando le ore rimanevano piccole……
Poi i rintocchi , diventando piu’ numerosi , mi svegliavano e mi aspettavano al varco ogni mezz’ora…….

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Ma perché non ho scoperto prima i tappi per le orecchie ?
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…..Da quando li uso , la mia vita a San Fermo e’ cambiata .

Adesso , amo le campane!
Mi scandiscono le giornate e mi fanno capire che sono in vacanza.
Quando , poi , un campanile lontano risponde come un ‘eco a quello di San Fermo…..e’ gioia pura.

frittata di rucola selvatica

Mi hanno regalato un bel mazzo di rucola selvatica , troppo coriacea da mangiare cruda, cosi ho preparato una frittata

1/2 kg di rucola
1 uovo a testa
Pecorino grattugiato
Aglio in polvere
Sale , pepe , aceto balsamico
latte q.b.
Olio evo (per friggere)

Mondare la rucola dalle parti legnose e lessarla in acqua salata . Scolarla ,asciugarla , e tritarla grossolanamente
Sbattere le uova in una terrina , con l’aglio , il pecorino , un po’ di latte , sale e pepe e unirvi la rucola. Amalgamare il tutto , friggere in olio ben caldo e , senza voltare la frittata , piegarla su se stessa.

Servire calda. , eventualmente con una spruzzata di aceto balsamico.

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Rassegna d’arte a San Fermo

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Anche quest’anno e’ stata una bella mostra , si e’ dato più spazio del solito alla pittura moderna e all’artigianato , i visitatori erano molti e tutto il borgo era animatissimo.

Fra i pittori c’erano nomi conosciuti , ma anche “new entry” e fra gli ospiti , facce note , ma anche tanti “forestieri”.

Il più bel giardino era quello di villa Bonacina e il più bel portico era quello del Tanga , anche se tutti i cortili erano molto curati e contrassegnati secondo la tradizione.

Come sempre , ho fatto delle foto e forse sono riuscita a scovare qualche angolino di San Fermo un po’meno sfruttato del solito , dal mio obbiettivo …….

Comunque , almeno le opere esposte sono tutte inedite…..

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Il visitatore più giovane: ha un anno e cammina da pochi giorni…

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Lo stemma dei Marzoli : lavoravano in ufficio e quindi , camicia e cravatta

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Gli stemmi delle famiglie Gandini , Ceschini e Bielli

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Qui un tempo , abitava il prete

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Lo stemma di Villa Bonacina

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Ritorno a San Fermo

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Sherpa Rene’ davanti con il carico, io dietro , fotografando….

Per varie vicissitudini , era tanto che non venivamo a S. Fermo , ma bisognava preparare la casa per la prima domenica di luglio quando verranno a trovarci gli amici , in occasione della Festa dei pittori.

Come ogni anno il paese sarà tirato a lucido , i cortili ripuliti e allestita la luminaria , e , come
ogni anno , sull’arco ci sara’l’insegna della manifestazione , con i nomi dei pittori partecipanti.
Niente automobili e panni stesi e ogni “corte”avrà il suo contrassegno , secondo la tradizione.

Fin dal giorno prima il nostro borgo si trasformera’e diventera’ più importante : infatti verranno a visitarci anche dai paesi vicini.

Stavo pensando ad un menù per accogliere i miei ospiti : forse , polpettone in gelatina , crudités in pinzimonio e macedonia con gelato………………….

Porterò su una “marmellata”di cipolle rosse che mi ha regalato Martina ( la seconda figlia di Rene’) e che servirà di contorno al polpettone…………………….

A domenica!

Marmellata di cipolle

1 kilo di cipolle rosse
2 bicchieri di vino bianco
100gr.di zucchero
Foglie di alloro

Tagliare le cipolle abbastanza grossolanamente.
Cuocerle a fuoco bassissimo , in un tegame antiaderente , con il vino , lo zucchero e l’alloro.
(Eventualmente aggiungere altro vino durante la cottura se le cipolle si asciugano troppo)

Il composto deve diventare morbido e lucido…
Raffreddare e mettere in vasetti di vetro.

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Qui sara’ pieno di quadri…..

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Questo non ci sarà più….

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…e nemmeno questi…

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In compenso , spero in un tempo cosi!

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Oggi sposi

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L’evento mondano di questa stagione e’ stato il matrimonio di Silvia e Francesco ……

Hanno scelto un ex- convento del XV secolo , nelle vicinanze del lago di Garda , sia per la cerimonia che per il ricevimento e io non ho nemmeno chiesto il permesso di pubblicare questo post perché sono convinta che tutto ciò che e’molto bello vada assolutamente condiviso …..

Il grande parco e il chiostro tardo gotico accoglievano i numerosi invitati in una atmosfera idilliaca e i vari angolini sotto gli alberi riunivano a gruppi gli ospiti , creando un ‘aria , seppur raffinatissima , da festa campestre.

20 bambini , opportunamente “gestiti”, si divertivano nei prati e , sparsi nei vari punti strategici , c’erano tavoli allestiti con eleganti rinfreschi e aperitivi……

Intanto, nelle retrovie , noi comari ci accingevamo a vestire la sposa che era appena arrivata in auto da Milano

I suoi tre bambini sono stati validi co-protagonisti:
Alice ( cinque anni) voleva imitare in tutto la mamma, Matteo ( tre ) si preparava ad accompagnarla sul luogo del “si”, mentre Achille ( dieci) era già nel parco, con il cuscinetto delle fedi in mano , vicino al papà ….e al sindaco.

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Discorso delle autorita’ , scambio degli anelli , firme sul registro : Just Married!

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E’ andato tutto benissimo .
Dopo il rito , sotto le volte dell’antico eremo , il pranzo e’ stato all’altezza della situazione , all’esterno un quartetto d’archi suonava bei valzer viennesi , tutti eravamo felici con gli sposi e cercavamo di fare quante più fotografie possibile…

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Matteo, vinto dalle emozioni , dorme beato…..

Ancora in Irlanda , a casa di Paola.

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Ho gia’ raccontato che siamo appena tornati da un viaggio in Irlanda , dove Paola vive da tempo .

La sua casa , nella contea di Cork , mi ha fatto innamorare…..La località precisa e’ fra Skibbereen e Baltimore, e si chiama Ballyoughtera , che in gaelico vuol dire “Terra di panna”.

Lontana dai rumori , solo alberi e prati , e’ vicina ad un lago bellissimo.

Parlare della padrona di casa non e’ facile , perché si rischia di banalizzare….

Con un curriculum di tutto rispetto ( skipper , laurea in architettura al Politecnico di Milano , diplomata Chef alla prestigiosa Ballymolloe Cookery School , da tempo insegnante di MBSR * , http://mbsrwestcorkwordpress,com ), zappa il suo orto , cura le sue galline e , il sabato , va a vendere il suo pane al mercato di Skibbereen……

Nei fine settimana organizza corsi anche individuali di meditazione ( Mindfulness), e’ piena di interessi , e’ pratica e concreta , oltre che divertente e spiritosa …
Del suo recente viaggio in Nepal, ci parla come di un’esperienza ineguagliabile…..

Il resto di Paola ce lo mostra la sua casa che , in gaelico, si chiama “Tigh na gile ” ………
(“Casa della burrasca”…..)

*( l’ MBSR si pratica da piu di trent’anni e in Italia e’ rappresentata dall’AIM , mentre negli Stati Uniti e’da tempo impiegata negli ospedali , come Integrative Medicine)

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Questo e’ Rowan!

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E questa e’ Paola!

….Pina

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Prima seguivo solo il suo blog ,ma adesso la conosco di persona……

Benche’ le sue origini siano ispano-olandesi , da una dozzina d’anni Pina ha scelto di vivere in Irlanda , e la figlia di Rene’ , che abita nella sua stessa contea , ce l’ha presentata durante la nostra recente vacanza da loro.
Per quanto mi riguarda si e’ consolidata la simpatia che mi aveva ispirato fin dall’inizio e mi hanno colpito la sua vitalità , l’intelligenza e lo humour. Durante una allegra serata al Casey’s , un bel Pub della zona ,fra cose buone , birra e risate , il tempo e’ volato ed e’ stato come ritrovarsi fra vecchi amici.
Ci siamo riviste per una seduta di Healing ,l’indomani mattina e il mio braccio malato ne ha beneficiato come se fosse stato cosparso di anestetico …..
(Peccato non essere potuta rimanere per altre sedute!)

Nei suoi post non si parla tanto di religione quanto di spiritualità , di come saper guardare se stessi e gli altri e di come sapersi accettare. Nel suo libro , che sto leggendo , c’è tutto il suo entusiasmo e la voglia di aiutare gli altri , in un invito ad un viaggio affascinante dentro noi stessi.
Le note autobiografiche ci spiegano la sua raggiunta serenità dopo un percorso molto difficile.

Da noi non esiste l’esatta traduzione di Spiritual Healer, e comunque la definizione e’ difficile da interpretare……
Per chi e’ interessato a saperne di piu’ , aggiungo il suo link : http//: viapina.blogspot.ie

Le foto sono fatte da lei e mi sembrano molto belle.

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Questo e’ il dolce che ci hanno servito al Pub!

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Dublino bella

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Di Dublino si sa quasi tutto , e quasi tutti ci sono gia’ stati , ma in caso contrario , e’ da non perdere.
Su wikipedia sono accessibili i dettagli storico-geografici nonche’ gli approfondimenti sulla sua celebre cultura letteraria , quindi io mi limito a trasmettere la mia simpatia nei riguardi di questa citta’.

L’ho trovata accogliente , vivace , giovane e amica.
Mi hanno affascinato i suoi tipici palazzi rossi , ma anche quelli più severi con le piccole porte colorate.
I lampioni aggraziati, i giardini curati ma non convenzionali , i tipici pub e la periferia con le costruzioni moderne.
Il fiume Liffey che divide in due questa citta’ variopinta…..
Il Gran Canal coi suoi riflessi e il St. Stephen’s Green col suo verde rigoglioso…..

Avendo solo due giorni a disposizione , il giro turistico in double decker , un po’ da vecchietti , ci ha svelato angoli che non avremmo mai scovato da soli .

Abbiamo visto anche i principali monumenti storici, comprato la T-shirt , mangiato nei pub e fatto un po’ di fotografie……

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